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La parola ai dipendenti di Alitalia

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Verso la fine degli anni 90, avevamo 3 linee di manutenzione pesante, con tutto quello che concerne i livelli occupazionali. Vi assicuro che si lavorava sodo. Ho avuto a che fare con un rappresentante di una società svedese di componenti aeronautici che si sorprese dei ritmi che tenevamo. Andavamo in missione all'estero e potevamo vedere come lavoravano le altre compagnie. Perche si è deciso di dismettere queste linee? Forse perché si è deciso di spostare il volato di Lungo Raggio a Malpensa e, dovendo spostare personale, non sarebbero stati sufficienti qui a Fiumicino? Forse perché già da allora si aveva intenzione di dismettere il settore tecnico?
Il mio sindacato no gode un granché di considerazione, Abbiamo iniziato con accordi nel '94, mi sembra che, rinunciando ad aumenti salariali, ci davano azioni. Nel 96 queste azioni valevano 60 milioni e non le potevamo vendere. Quando è stato il momento ne valevano circa 15. Adesso valgono 600 euri ed io ho anche abboccato con i Mengozzi bond, tutti soldi che se fallisse li perderei tutti.
Abbiamo continuato con accordi, sempre rinunciando ad aumenti salariali, che ci avrebbero dato dei warrant mai visti, Accordi sindacali con l'introduzione della solidarietà. Accordi sindacali con l'introduzione della cassa integrazione. Tutti senza aumenti salariali (non ricordo proprio l'ultimo) mentre noi si faceva straordinari per fare fronte al minimo di lavoro perché nel frattempo si sono fatte i prepensionamenti e siamo diventati pochi. Tutto questo senza neanche un giorno di sciopero. L'ultimo è stato tre anni fa, mi sembra, che abbiamo fatto una 'chiusa' per 6 giorni contro Mengozzi. Lo stesso che ci aveva promesso 60 euri se avessimo portato il coefficiente di puntualità all'80 per cento. Una volta ottenuto per due mesi consecutivi, scrisse che l'Azienda non si poteva permettere questo regalo ai dipendenti. Nel frattempo si creava un nocivo dualismo con Malpensa, che anche un bambino capisce che così com'è l'Alitalia ci va a rimettere. Aperto l'hangar a Malpensa ci fu un calo spaventoso di lavoro a Fiumicino, senza che alcun politico si preoccupasse di questo.
Quando venne l'Air France, noi dell'hangar rientravamo nel perimetro della Best Company. Finalmente un riconoscimento delle nostro possibilità. Malpensa sarebbe stata ridimensionata e il lavoro sarebbe tornato a Fiumicino. TORNATO, PERCHE' PRIMA STAVA A FIUMICINO!
Sappiamo tutti come è andata a finire.
Adesso viene questa CAI che si presenta rivendicando una certa discontinuità contrattuale. Niente 14sima, 40 ore settimanali, fascia oraria e percentuali delle maggiorazioni riviste, flessibilità e mobilità, 13sima legata alla malattia. Lo sanno tutti gli economisti che il problema dell'Alitalia non è il costo del lavoro.
Il piano prevede tutto ciò di cui l'Alitalia non dovrebbe fare per rilanciarsi. 6 minihub (ma come con solo 2 guarda come siamo ridotti) un centinaio di aerei in meno, sviluppo su Malpensa (aridajè). Se non siamo messi in condizione di scegliere, certo che dico venga la CAI. Ma decisamente non è questo il bene dell'Alitalia. E questo perché l'Alitalia è stata sempre, purtroppo, un soggetto politico. Ma ho grossi dubbi in proposito. Tanto meglio, tanto peggio? Muoia Sansone con tutti i filistei? O fare l'ennesimo accordo che risulta essere il peggiore di tutti fatti in questi anni?


Siamo disperati
Siamo marito e moglie rispettivamente da 24 e 18 anni in Alitalia come Assistenti di volo. Due figlie, 10 e 7 anni una nonna a carico tanta voglia di vivere e di lavorare per dare un futuro alle nostre figlie. Abbiamo paura che ci toccherà accettare una schifezza di contratto per poter continuare a vivere. La nostra protesta è quella di persone che si vedono crollare tutte quelle poche certezze della vita. L'applauso liberatorio, tanto indisponente mi rendo conto, è un grido di disperazione che non poteva essere colto. La realtà è che siamo disperati. Io a 48 anni sono un esubero e potrei maturare la pensione, ma non posso permettere che si faccia sciacallaggio sulla pelle dei lavoratori. Vinceranno i poteri forti come sempre è successo nella storia, ma non si può rimanere passivi quando si crede di aver profuso le migliori energie della propria vita.


Alitalia, disperazione e rabbia
Sono un assistente di volo AlITALIA sto assistendo con disperazione e rabbia al fallimento della mia compagnia della compagnia degli Italiani ,la compagnia degli emigranti nel mondo che non vedranno più il tricolore. Si continua a incolpare i dipendenti che hanno svolto come soldati che amano la propria patria,gli ordini imposti Alitalia per noi dipendenti e' la nostra patria. Nessuno dice la verità, ci avete fatto passare per quelli che non siamo ,abbiamo solo ubbidito agli ordini della politica ,agli ordini dei governi, agli ordini di dirigenti incapaci. Vogliamo urlare la nostra rabbia tutti ci chiudono la bocca,il potere giornalistico ha distrutto e sta distruggendo famiglie intere di lavoratori che hanno ubbidito,Tutti sono colpevoli di questo disastro. Messaggi televisivi che non hanno mai detto la verità, non sono mai stati tirati in ballo i veri responsabili di questo disastro, un disastro voluto dal potere economico politico Il disastro Alitalia e' il disastro Italia .Alitalia e' diventata uno sporco gioco sulle spalle dei dipendenti, che hanno ubbidito, a chi non sapeva gestire, ma che aveva il potere di sbagliare sapendo che sarebbe stato premiato, Troppe sono le cose che ho visto in tanti anni di servizio ,ma stavo ubbidendo a chi ora sta firmando la mia condanna e quella di migliaia di famiglie. Nessuno ci ascolta io non ho più la forza di urlare la mia rabbia . Tutti stanno giocando su questa vicenda ,quando ci sarebbero tante soluzioni per continuare a far volare Alitalia. Nessuno ascolta. si parla solo di politica e non di finanza si parla di politica e non di rilancio industriale.
  CONTINUA ...»

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